I Giganti di Mont’e Prama

Un mistero affascinante

 

Quando circa 25 anni fa sono partito per andare a vivere in Toscana, non avevo mai sentito parlare dei Giganti di Mont’e Prama e quindi quando l’anno scorso ho visto per la prima volta un articolo di giornale che parlava della scoperta di nuove statue, sono letteralmente cascato dalle nuvole. Cosa sono i Giganti di Mont’e Prama? Quando sono stati scoperti? Dove? Navigando su internet ho scoperto tanti particolari sui Giganti, primo fra tutti che i primi reperti sono stati recuperati  tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta. Tanto tempo fa…e allora perché non avevo mai sentito parlare dei Giganti quando abitavo in Sardegna? Penso che ciò sia dovuto come spesso succede in Italia, alla scarsa attenzione che è stata data al sito archeologico(vedi fine articolo). Da commenti di persone che ci sono state ho infatti saputo che prima delle recenti polemiche sulle condizioni del sito, il sito stesso era scarsamente sorvegliato e valorizzato.
Chiaramente non posso confermare, ma potrebbe certamente essere una spiegazione plausibile.
Comunque vedere le foto sui giornali e in seguito su internet, mi ha fatto venire un’incredibile voglia di andare a vedere i giganti, statue incredibilmente suggestive e affascinanti.
Il sito si trova nel comune di Cabras, un paese che sorge sulle rive dell’omonimo stagno, in provincia di Oristano. La zona, come già saprete da precedenti post(vedi post 1 & 2), è ricca di insediamenti nuragici e nelle vicinanze potete ammirare anche i resti della città di punico/fenicio/romana di Tharros(vedi post). Il suo nome è dovuto alla presenza nella zona della palma nana, in sardo prama, che qui trova delle condizioni climatiche ideali alla crescita spontanea. Il termine “monte” invece non è dovuto alla presenza di un vero è proprio monte, ma ad un rialzo del terreno di circa 50m di altezza. La zona comunque ha conservato negli anni una sorta di integrità dal punto di vista naturalistico ed è oggi di notevole interesse paesaggistico.
Aggiungo comunque qualche cenno storico: i primi ritrovamenti risalgono al 1974, quando arando un campo, un contadino riportò alla luce una testa ed altri elementi in pietra. Nel 1979 si assiste allo scavo integrale di un area delimitata dalla strada provinciale, e si individua una necropoli, definita su tre lati da lastre di pietra infisse nel terreno, entro il quale sono disposte le tombe a pozzetto, che contenevano i corpi. Numerose come potete immaginare le ipotesi sulle statue e sulla loro relazione con la necropoli.
Incredibile il numero di reperti recuperati, suddivisibili in:

  • arcieri, che indossano una corta tunica e una protezione sul petto. Hanno  lunghe trecce e sulla testa un elmo a due corna. Il braccio sinistro imbraccia un arco, mentre il destro è steso lungo il corpo con avambraccio e mano protesi in avanti. Le gambe sono protette da schinieri(parte dell’armatura che protegge la gamba dal malleolo al ginocchio);
  • pugilatori indossano un gonnellino e sono a torso nudo. Caratteristica la posizione del braccio sinistro che regge uno scudo sopra la testa, mentre con braccio destro, protetto da un guanto, regge il lato frontale dello scudo;
  • guerrieri, dei quali ci sono arrivati solo pochi frammenti, impugnavano con entrambe le mani uno scudo circolare finemente decorato;
  • modelli di nuraghe, riproduzioni cioè di torri nuragiche.

La datazione dei reperti, a seconda delle ipotesi, oscilla dal VIII secolo a.C. al X secolo a.C., e se confermate queste datazioni potrebbero fare dei Giganti, le statue a tutto tondo(tecnica scultorea) più antiche realizzate nel bacino del Mediterraneo.
P.S.: in merito alle polemiche scoppiate negli ultimi mesi riguardo alla gestione del sito, non posso chiaramente esprimermi, ma analizzando le innumerevoli pagine internet, mi sono convinto che è solo il quotidiano “La Nuova Sardegna”, che per primo e fin dall’inizio ci ha raccontato passo dopo passo le scoperte fatte dagli archeologi a Mont’e Prama, mantenendo vivo il nostro interesse e ricordandoci che in Sardegna ed in Italia, dobbiamo scoprire ancora tanto sul nostro misterioso e incredibile passato. A questo proposito, vi riporto poche righe di un intervista a Luigi Zingales(economista, accademico e blogger italiano, professor of Entrepreneurship and Finance presso la University of Chicago Booth School of Business) pubblicata proprio da “La Nuova Sardegna” pochi giorni fa(vedi): «…credo che tutta questa storia sia stata gestita malissimo. Si tratta di un ritrovamento che merita una ribalta mondiale di cui, per ora, non c’è alcuna traccia…..».

Coordinate Gps Mont’e Prama: 39.963777, 8.4533629,448

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